La Banda Musicale di Montone, raccontata dal maestro Rolando Tironzelli

La storia delle Bande Musicali Molti storici della cultura collocano le origini della formula “Banda Musicale” nell’epoca della Rivoluzione Francese: le nuove idee dovevano essere diffuse al più …

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La storia delle Bande Musicali

Molti storici della cultura collocano le origini della formula “Banda Musicale” nell’epoca della Rivoluzione Francese: le nuove idee dovevano essere diffuse al più presto e la maniera più valida era quella di organizzare delle grosse feste, con tanto di rappresentazioni visive e musicali; la musica si

spostava quindi dai palazzi dorati ai grandi spazi aperti ed ecco che gli strumenti a fiato – gli strumenti sacrali per eccellenza – diventavano il mezzo sonoro più idoneo per proporle. Singolare sarà il notare questo legame tra “festa” e “banda”, legame che nasce sin dalle origini di questo complesso e che, diffusosi da Parigi sul finire del ‘700, rivive ancora oggi fin nei paesini della  nostra Italia: a Parigi avevamo ricorrenze “civili” e una sorta di “religiosità laica”, in Italia abbiamo la devozione verso il Santo Patrono, le feste patronali e i raduni sulla piazza del paese per celebrare i momenti più importanti della comunità.

La diffusione della Musica

«Credo che sia arrivato il momento di fare i conti con le bande. Di incominciare, cioè, a considerare in modo serio e documentato la funzione che le bande hanno assolto nel passato per la formazione del gusto musicale, per la diffusione della musica, per la creazione di modi civili e collettivi di coesione e di solidarietà». In queste quattro righe scritte da Roberto Leydi  – importante studioso delle tradizioni musicali popolari ed etnomusicologo – è concentrato un vero e proprio “manifesto”.   E’ sulla stessa lunghezza d’onda anche Rolando Tironzelli, maestro e storico direttore della Società Filarmonica Braccio Fortebracci di Montone. Questa banda musicale è stata fondata nel 1850, il primo fondatore fu un certo Beniamino Reali, da come è documentato dai Fondi dell’ Archivio storico della città. Lo stesso Rolando Tironzelli assieme P. Bianciardi e V. Angeletti ha pubblicato un volume nel 2003 presso la Petruzzi Editore di Città di Castello intitolato “La Società Filarmonica Braccio Fortebraccio di Montone”. Il fenomeno delle Bande Musicali o Società Filarmoniche ebbero un notevole sviluppo proprio a ridosso dell’Unità d’Italia, in molti casi la Banda fu un luogo di crescita e divulgazione di un pensiero libertario e di riscossa del Paese contro “l’invasore”, all’interno di esse trovarono posto molti patrioti ed insurrezionalisti.

Ed anche oggi la Banda Musicale per il maestro Rolando Tironzelli prima di essere un insieme di strumenti che suonano, rappresenta un elemento aggregativo molto importante con un riscontro educativo e culturale che si offre al paese. La Banda è un luogo di organizzazione e sviluppo della

comunità, capace di avvicinare le persone fra di loro e di renderle protagoniste nella comunità stessa.

Ma come è nata in lei la passione per la musica?

La passione per la musica devi averla dentro. L’ambiente familiare sicuramente può essere di grande aiuto perché può sostenerti e darti un indirizzo, ma la motivazione principale la trovi dentro di te. Io ho avuto mio padre che mi ha stimolato ad accostarmi ad uno strumento musicale e poi piano piano è cresciuto questo amore per la musica fino a diventare la passione di tutta una vita.

“Una vita dedicata alla musica, a quell’arte che nel tempo è stata capace di diventare parte integrante del modo di vivere dell’uomo, una grande passione mai affievolita” così recita parte del contenuto della pergamena di encomio consegnata il 23 novembre del 2013 dal Presidente della Provincia di Perugia al maestro Rolando Tironzelli.

Può raccontarci come è avvenuto l’incontro con la Banda?

Mi sono avvicinato a questo mondo intorno agli 11 anni. Studiavo musica la sera e a 13 anni ho fatto il mio ingresso nella Banda musicale, era il 1959. Finchè nel 1973 ho assunto il compito di direzione. Ho frequentato con piacere corsi e studi di direzione musicale che mi hanno fortificato nel mio impegno.

La Banda Musicale di Montone come è strutturata oggi?

Attualmente sono parte attiva all’interno della Banda 36/37 persone che suonano in maniera stabile, gli strumenti sono quelli a fiato e a percussione (ci sono gli ottoni, i legni, le percussioni … varie classi di strumenti). In questi ultimi anni hanno fatto il loro ingresso nella Banda molti giovani e questo è un bel segnale in controtendenza al fatto che di solito si pensa come la Banda sia un luogo per anziani. Inoltre  la Banda oggi si è molto trasformata musicalmente: diventando un’orchestra sinfonica di fiati. Mantenendo inalterato sempre il suo valore aggregativo e sociale.

Cosa si deve fare per entrare in Banda?

Si deve avere prima di tutto il piacere di ascoltare musica. Poi il desiderio di imparare a suonare un qualsiasi strumento musicale e questo lo si fa frequentando la scuola di musica. Suonare in Banda comporta qualche sacrificio, certamente, ma il risultato è davvero straordinario perché ti mette in relazione con altre persone, si fa amicizia e si condivide una realtà bellissima quale è la musica.

Ha dei consigli da fornire a dei giovani che sono incuriositi dalla musica?

Gli consiglierei di imparare a suonare uno strumento musicale e nel breve tempo si accorgerà di quanto Questa esperienza lo aiuta a maturare. La musica è un arricchimento personale immenso. Io ripeto spesso che coloro i quali si dilettano in musica si trovano un gradino sopra gli altri, perché sono più sensibili, più curiosi, più attenti a cogliere le sfumature della vita e alla fine anche più disponibili verso il prossimo. La musica è anche una scuola di umanità!

 

Ringrazio per aver appreso alcune informazioni sulla Banda di Montone da Damiano Colais, Adam Khammar, Alessandro Ricci e Daniele Sanguine, per i loro scritti sul giornalino “La Guardiola”.
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